In questo periodo, grazie alle legge #Zan, si parla molto di identità di genere.
Io come scrittrice ho dato, su questo tema, il mio contributo con il romanzo “Ti amo in tutti i generi del mondo” in cui Sasha, il/la protagonista insieme a Nina, è una persona che non ha un’identità di genere definita.

La cosa interessante è che Sasha viene giudicato/a in modo differente in base al fatto che lo si indentifichi come un maschio o come una femmina, rendendo manifesta tutta l’inconsistenza degli stereotipi di genere. Sasha è infatti sempre la stessa persona: sono le lenti con cui gli altri lo/a percepiscono a variare.

Io non sono certo un’esperta ma penso che il concetto di identità di genere sia molto importante. Ci sono tante persone, infatti, che vengono discriminate in base al genere: non solo le donne cisgender ma anche, ad esempio, le persone non binary come Sasha, o le persone transessuali o intersex…Anche la loro discriminazione va esplicitata per poter essere vista e affrontata.

Questo signfica, per me, includere più persone nella comune battaglia contro il sessismo alimentata dagli stereotipi di genere nocivi per tutti/e.
Perché tutti/e, in qualche modo, subiamo in misura differente la discriminazione che vede ciò che si discosta dal concetto di maschile stereotipato qualcosa in qualche modo di inferiore.

Abbiamo una battaglia culturale comune da intraprendere, quella di costruire una società in cui le persone vengano considerate per ciò che sono e non in base ai pregiudizi legati alle proprie “categorie” di appartenenza fra cui, appunto, il genere.
Facciamola insieme.