In un tempo privo di anima, l’arte e la cultura, che sono nutrimento dell’anima, non vengono sostenute.

La natura, sorgente e casa dell’anima, non viene rispettata.

Priva di riparo e di nutrimento, l’anima si assottiglia e si perde fra le pieghe della consuetudine, delle incombenze, delle parole futili, delle immagini abbaglianti, dei risultati da raggiungere.

In un tempo privo di anima, bisogna sopravvivere in un sistema in cui lavorare significa spesso sacrificare la propria indole e le proprie aspirazioni.

Nel tempo privato dell’anima, dentro l’umanità si crea molto spazio da riempire perché l’anima lascia un vuoto immenso. Per riempirlo spesso purtroppo si ricorre a ciò che dà godimento o distrazione in modo semplice e immediato, creando dipendenza. Certe volte si ricorre a una finta spiritualità, altre a teorie e convinzioni sbagliate perché la verità è ricerca e la ricerca richiede fatica…E solo l’anima può sostenere lo sforzo di evolvere.

In questo tempo, le persone piene di anima sono creature tendenzialmente più esposte alla sofferenza. Vivono in un tempo che uccide l’anima: chi ne ha molta, prova più dolore. Siate dunque gentili con chi porta appresso tutta quest’anima. Chiedetegli/le se ha bisogno di qualcosa per la sua grande anima, se vuole farla riposare, se magari potete tenergliela voi per un po’ intanto che percorrete un tratto di strada insieme.

Bisognerebbe sempre chiedere alle persone in che stato è la loro anima.

La cosa bella di chi ha una grande anima, tuttavia, è la capacità di risvegliare il ricordo dell’anima in chi l’ha perduta o in chi fatica a trovarla al di fuori di sé. Le persone con una grande anima sono lì a ricordarci che, nonostante i tentativi di sedarla, l’anima esiste e genera una bellezza profonda, che colma davvero il nostro senso di vuoto.

 

(Foto di Comfreak by Pixabay)