Solo ora che restiamo in disparte
Ci accorgiamo degli altri
Come quando a nascondino
e, per un attimo,
di restare soli
Uno, due, tre, quattro…
Facciamo la conta di un tempo
in cui le cose scansate
riprendono spazio:
il silenzio che non sentivamo,
l’assenza
a cui non prestavamo ascolto,
la fragilità di un corpo
non più invincibile.

In questo mondo privato di noi,
l’aria ritrova respiro.
La natura assiste alla nostra mancanza
con rigoglioso distacco.
Non utili, non indispensabili,
siamo poca cosa in questo creato
di nuovo intonso.

Messi in disparte,
di noi avvertiamo i desideri,
sempre più rumorosi,
e le nostre anime scalpitanti.
E mentre il mondo esterno sbiadisce,
lentamente diviene visibile
l’universo segreto delle nostre emozioni.

Tana libera tutte.

(Giorgia Vezzoli)