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Solo ora

Solo ora che restiamo in disparte
Ci accorgiamo degli altri
per sottrazione.

Come quando a nascondino
era il nostro turno di scovare
e, per un attimo,
abitavamo la frustrazione
di restare soli
nell’attesa, poi, di ritrovarsi.
Uno, due, tre, quattro…
Facciamo la conta di un tempo
in cui le cose scansate
riprendono spazio:
il silenzio che non sentivamo,
l’assenza
a cui non prestavamo ascolto,
la fragilità di un corpo
non più invincibile.

In questo mondo privato di noi,
l’aria ritrova respiro.
La natura assiste alla nostra mancanza
con rigoglioso distacco.
Non utili, non indispensabili,
siamo poca cosa in questo creato
di nuovo intonso.

Messi in disparte,
di noi avvertiamo i desideri,
sempre più rumorosi,
e le nostre anime scalpitanti.
E mentre il mondo esterno sbiadisce,
lentamente diviene visibile
l’universo segreto delle nostre emozioni.

Tana libera tutte.

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